giovedì 11 ottobre 2012

La scelta - Anima Triste ( Cuccu Anna Maria )


Luisa osservava nervosamente la sua immagine sullo specchio per vedere se si notava il cambiamento che stava avvenendo in lei. Era infatti in attesa di un bimbo. Appena era stata certa della gravidanza aveva gioito perchè era da tanto tempo che cercava di avere un figlio e aveva perso quasi la speranza di diventare madre, ma dopo l' amniocentesi il mondo le era crollato addosso. La bimba che aspettava era affetta da sindrome di down e lei non riusciva ad accettare l' idea che la figlia tanto attesa fosse ammalata. Le sembrava un crudele scherzo del destino. Inoltre suo marito appena aveva saputo che la bimba era down aveva chiesto alla moglie di abortire. Dentro di lei due forze opposte lottavano e non sapeva prendere una decisione. Il suo desiderio di diventare comunque madre si scontrava con il timore che la responsabilità di avere una figlia down comportava. Inoltre non voleva rischiare di perdere suo marito a causa della gravidanza. Il loro rapporto era già in crisi e forse un bimbo sano avrebbe potuto salvare la loro unione ma egli non voleva quella figlia malata e aveva minacciato di andarsene se lei avesse deciso di portare avanti la gravidanza. Un giorno mentre si recava dal medico per fare la richiesta di abortire vide una madre con una bimba down che la riempiva di baci e carezze e rimase colpita dalla capacità di amare di quella bimba. Decise di non abortire più e di affrontare tutti gli ostacoli che avrebbe incontrato. Affrontò prima la situazione con il marito che le chiese la separazione. Lei comunque aveva un buon lavoro e non avrebbe avuto problemi economici per allevare la piccola che il suo ormai ex marito non voleva riconoscere. I mesi passarono e finalmente Luisa partorì la sua bimba. La riempì d' amore e di attenzioni e venne ricambiata dall' affetto che la bimba le dimostrava. Non sarebbe stato semplice il loro percorso nella vita ma l' amore avrebbe reso più semplice affrontarlo.

Cuccu Anna Maria

domenica 7 ottobre 2012

Il vecchio e il mare - Anima Triste ( Cuccu Anna Maria )


Il vecchio Pietro osservava il mare con nostalgia e rimpianto. Lo conosceva bene il mare fin da ragazzo quando suo padre lo portava sulla barca per insegnargli il mestiere di pescatore e lo amava e lo rispettava anche quando era in tempesta e correva il rischio di morire. Ora tutte le sere vedeva gli uomini partire e al mattino li vedeva ritornare. Era triste e solitario e non riusciva ad accettare la sua vecchiaia e la lontananza dal mare. Non voleva consumarsi giorno dopo giorno per la tristezza in una casa vecchia e vuota. Non si era mai sposato. Aveva dedicato tutta la sua vita al mare e non aveva voluto prendere moglie e farsi una famiglia. Una notte non resistette alla sua voce interiore di raggiungere il largo e prese la sua barca. Sapeva che era una notte di burrasca e infatti tutti i pescatori non presero il mare quella notte ma il vecchio Pietro non aveva paura di morire, se doveva cessare di vivere preferiva avvenisse nel suo mare e non in un lettino di una casa vuota e silenziosa. Manovrava la sua barca con sicurezza e si sentiva felice tra quelle onde che prima placide ora andavano infuriandosi ma a lui non importava di ritrovarsi in quel vortice schiumante, era esaltato di fronte a tanta potenza e continuò a navigare finché una gigantesca ondata non sommerse lui e la sua barca. Ebbe soltanto un momento di pensare che era la morte migliore che aveva voluto. Il giorno dopo non vedendo il vecchio Pietro e non trovando la sua barca capirono che il vecchio aveva ascoltato la voce del mare e non sarebbe più tornato. Era morto come era vissuto.

Cuccu Anna Maria

mercoledì 3 ottobre 2012

Preludio d' autunno - Anima Triste ( Cuccu Anna Maria )


Finita è la calda stagione
e presto sarà autunno.
Colori ambrati e foglie morte
porteranno malinconia
e il ricordo
della tua assenza
rivivrà nella memoria
dolore imperituro
e infinita tristezza
nella mia solitudine.

Cuccu Anna Maria

Sulle ali del tempo - Anima Triste ( Cuccu Anna Maria )



Sulle ali imperiture
del tempo
crepuscoli di memorie
ritornano
avvolgendo l' anima
di nostalgico
doloroso rimpianto.

Cuccu Anna Maria

martedì 11 settembre 2012

Zobeida - Anima Triste ( Cuccu Anna Maria )


Zobeida guardava con disperazione da oltre le sbarre della prigione la piazza che sarebbe stata il luogo della sua lapidazione. Un marito crudele l' aveva denunciata alle autorità per adulterio e la pena per il reato contestato era appunto la lapidazione. Il suo era stato un matrimonio combinato tra le famiglie. Non aveva mai amato quell' uomo crudele che si comportava come un padrone. Ripensò con orrore alla sua prima notte di nozze in cui lui l' aveva posseduta brutalmente e l' aveva trattata come un oggetto su cui sfogare tutti i suoi istinti lussuriosi. Era passata da un padre padrone a un marito tiranno. Non aveva mai tradito il marito, come avrebbe potuto farlo vivendo come una reclusa? Il marito si era stancato di lei e si era invaghito di un' altra donna più giovane e per questo l' aveva denunciata. Restando vedovo avrebbe potuto risposarsi. Non aveva mai amato Zobeida, era incapace d' amare e per lui le donne erano esseri inferiori da usare e trattare come schiave, e bastava formulare false accuse per disfarsene. La legge e la religione non tutelava le donne ed esse erano succubi prima dei padri e poi dei mariti. Ormai mancava una settimana all' esecuzione e gli appelli dei paesi occidentali per ottenerne la grazia erano finora rimasti inascoltati e Zobeida pensava che questo tentativo sarebbe risultato inutile. Inoltre se avesse ottenuto la grazia cosa ne sarebbe stato della sua vita? Il marito non riuscendo nel suo piano di sbarazzarsi di lei sarebbe diventato ancora più crudele e inoltre l' aveva comunque ripudiata. Andare nella sua famiglia era impossibile. Non l' avrebbero accolta, una figlia ripudiata era un disonore. Era destinata a una morte orribile o a una vita infelice e difficile. Il tentativo occidentale di salvare Zobeida non ottenne risultati ed ella morì atrocemente sulla pubblica piazza come tante altre donne vittime di ingiuste e arcaiche tradizioni.

Cuccu Anna Maria

La casa maledetta - Anima Triste ( Cuccu Anna Maria )


Era una notte tetra e spaventosa e Marco si era smarrito mentre guidava la sua auto per raggiungere una donna con cui aveva appuntamento. Ora si trovava in una strada isolata in mezzo alla campagna. La luna piena venne nascosta dai nuvoloni e cominciò a piovere a dirotto. Poi finalmente vide una casa e vi si diresse. Avrebbe potuto chiedere informazioni oppure ospitalità per quella notte perché era difficile guidare date le condizioni del tempo. Si inoltrò sul sentiero e vide che era un' antica villa dall' aspetto un po' lugubre. Scese dall' auto e suonò il campanello. L' uomo che aprì la porta era uno strano vecchio con gli abiti fuori moda e all' apparenza antichi. Il vecchio lo fece entrare con qualche titubanza. Appesi vi erano dei ritratti di famiglia. Uno di essi mostrava un vecchio uguale a quello che lo ospitava e aveva gli stessi abiti. Incominciò ad avvertire un oscuro presagio e un vago timore e rimpianse di non aver proseguito il viaggio. Chiese al vecchio informazioni sulla strada che doveva fare per proseguire ma egli non seppe rispondergli. Gli disse che non usciva mai e non conosceva quel luogo indicato. Gli disse che lo avrebbe ospitato quella notte per via del temporale e inoltre di giorno sarebbe stato più semplice trovare la strada per proseguire. Gli offrì da bere uno strano liquore versato in un antico bicchierino e poi lo condusse nella stanza in cui doveva trascorrere la notte. Era una stanza piena di mobili di legno massiccio e vecchi di secoli. Vi era anche un cammino ma il fuoco era spento. All' improvviso filtrarono i raggi della luna piena e allora Marco si accorse che il vecchio aveva uno strano medaglione. Vi era incisa una civetta e spiccavano due lettere A. C. Il vecchio sembrava ansioso e disse che era ora per lui di andare a dormire. Marco nonostante i suoi vaghi timori si addormentò ma all' improvviso uno strano rumore lo svegliò e lo fece sobbalzare. Ascoltò meglio. Sembrava un vagito di neonato. Decise di alzarsi. Il vecchio non c'era. Stava per ritornare nella sua stanza quando vide una porta semiaperta. Si inoltrò e si ritrovò a fare delle scale che scendevano in un luogo strano. Il rumore giunse più forte, sì era un vagito di neonato. Sentì anche uno strano canto che lo fece rabbrividire e lo sconvolse. Ora poteva anche vedere restando nascosto. Vide uomini e donne vestiti con abiti antichi come quelli del vecchio. Danzavano in cerchio e cantavano. Al centro del cerchio vi era un altare e vide che su di esso vi era disteso il neonato che vagiva. Poi il vecchio lasciò il cerchio e si diresse all' altare. Marco lo vide estrarre un pugnale e uccidere il bimbo. Il sangue del neonato venne versato in una coppa e venne poi mischiato ad altre sostanze sicuramente miscugli malefici. Nonostante il terrore Marco riuscì ad allontanarsi senza essere scoperto. Lasciò immediatamente la villa e raggiunse la sua auto. Dopo qualche km riuscì finalmente a trovare la strada. Il giorno dopo si mise a cercare una mappa stradale e scoprì che quell' antica Villa apparteneva ad Antonio Corsi un alchimista e negromante che si diceva fosse riuscito a scoprire il segreto dell' immortalità. Marco ripensò a quel medaglione e l' orrore lo travolse. Lesse che quella villa ormai non esisteva più e non riusciva a spiegarsi come fosse stato possibile trascorrervi la notte e assistere all' orrendo sacrificio umano. Marco non dimenticò mai quella notte ed evitò in futuro di guidare la notte in luoghi sconosciuti.

Cuccu Anna Maria
10/9/2012

sabato 8 settembre 2012

Marina e Gabriele - Anima Triste ( Cuccu Anna Maria )


Marina esercitava la sua professione di infermiera da anni e ci metteva tutto il suo senso di solidarietà e comprensione che in lei era veramente elevato. Si affezionava ai pazienti e li curava con amore ma non doveva lasciarsi coinvolgere troppo da quando l' avevano cambiata di reparto. Era stata spostata nel reparto di ammalati di aids la maggior parte dei quali destinati a morire. Un giorno arrivò un paziente che era destinato a cambiare la vita di Marina per sempre. Egli si era ammalato di Aids in seguito a un rapporto con la sua ragazza che lo aveva tradito senza saperlo con un portatore positivo della malattia e ne era rimasta contagiata. Era molto attraente e aitante e a guardarlo non sembrava affatto malato. Si chiamava Gabriele aveva trenta anni ed era ingegnere. Il giovane rimase colpito dal modo gentile e amorevole che Marina aveva nel curare i pazienti e cominciò a provare interesse per lei. Non era una ragazza che si potrebbe definire attraente e in altre circostanze non l' avrebbe neppure notata. Anche Marina rimase colpita dall' avvenente giovane ma cercò di reprimere ciò che provava. Il giovane era ammalato e anche se in forma non ancora grave era sicuramente destinato a morire e poi vi era anche il senso professionale che la bloccava. Il fine settimana tutti i pazienti non terminali andavano a casa tranne Gabriele che viveva solo e preferiva stare in ospedale piuttosto che stare in un appartamento vuoto e poi ormai si era innamorato di Marina e la sua presenza lo incoraggiava a lottare e a non cedere allo sconforto. Maledisse con tutto se stesso la volta in cui aveva fatto l' amore con la sua ex ed era rimasto contagiato. Pensò tristemente a tutte quelle persone che come lui avevano ricevuto il contagio a causa dei propri compagni o compagne. La sua ex prendeva la pillola e quindi non usavano i preservativi e poi mai avrebbe potuto immaginare che lei lo avesse tradito e fosse ammalato. Decise di non lasciar trapelare il suo amore per l' infermiera non voleva a sua volta contagiare la donna di cui si era innamorato. Passarono i mesi e Gabriele peggiorò, era ormai in fin di vita e Marina in cuor suo era disperata perché anche lei ormai provava amore per il giovane ammalato. Prima che lui spirasse gli dichiarò il suo amore e lo aiutò a morire tenendolo per mano. Soltanto il suo lavoro e il ricordo di Gabriele riuscivano ad attenuare la sua disperazione e continuò a trattare gli ammalati con comprensione e compassione ma non si innamorò mai più. Il suo cuore apparteneva a Gabriele oltre alla vita e alla morte.

Cuccu Anna Maria.
8/9/2012